Vestiti per sentirti più bella, non per sembrare più magra.

“Vestiti per sentirti più bella, non per sembrare più magra: se ti piace è già l’abito adatto a te” è il motto della linea Samantha Curve di Samantha Schloss, non solo abiti pensati per valorizzare la figura abbondante anzichè nasconderla, trasformando quello che la moda addita a difetti in punti di forza, ma una filosofia di vita.
Liberarsi dal preconcetto che esistano abiti che un corpo oversize non possa indossare.
Gli abiti di Samantha sono sogni di bambina, immagini lampo nella memoria, occhi lucidi e molto istinto. Non abiti che seguono la moda ma uno stile deciso.
Samantha cura personalmente la realizzazione e quindi tempi di produzione e costi diversi dal pronto moda; ogni capo è unico e irripetibile, adattato alla cliente che viene seguita e coccolata, rinforzata nella sua autostima con la dolcezza e determinazione di Samantha.
Samantha è stilista e promotrice del movimento Bodypositive in Italia: amorevolezza, accettazione, valorizzazione del corpo a qualsiasi età, dimensione, peso.
Attraverso le conferenze o con fotografie e sfilate la visibilità ben confezionata di corpi non canonici è un messaggio di amorevolezza per tutti: per chi soffre la condizione di un corpo diverso nella speranza dell’accettazione e amore dello stesso e per chi non tollera la diversità. “Attraverso un mezzo apparentemente frivolo come la Moda e le sfilate comunichiamo un messaggio profondo, azioni che alimentano una cultura. Rielaboriamo criticamente dei canoni di bellezza imposti e controversi. I nostri corpi naturali e spontanei sono un atto d’amore, un esibizionismo funzionale per chi ancora lotta contro sè stessa e non a favore di sè stessa.”

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Bullying …is also Fatphobic.

The way  which many face the Fatphobic Bullying or cyberbullying, saying “let them laugh” denotes the ease with which the teasing of fat and obesity is addressed. Too many people think they know enough to be able to have their opinion, never having studied this thing seriously.

This last “stronghold” of  the discrimination, so solid as not recognized as it, mekes irreparable damage on mental and physical health of the bullyed.

It is also considered among the contributing causes of the most common eating disorders: bulimia and anorexia.
The work of well-informed activists, Doctors and Professionals, clashes with popular beliefs fomented by scientific dishonesty and malpractice.


We struggle to break down prejudices, because the principle of culpability of those who have an excess in body fat or suffer from obesity, underlying the misunderstanding on which most people base their criticisms (if you are fat is your own fault).

The “principle of personal and guilt” is the basis of the popular beliefs and judgements (often fomented by some so called ‘authority’) that legitimize the Fatphobic bullying so widespread and universally accepted until it loses the characteristics of bullying and assume the normal relationship mode, the Diet Culture thank for it.


A good reading on this in Italian language is the Book “P (r) eso di Mira” by Francesco Baggiani, first one in Italy, writing about the discrimination based on weight wich unfortunately
has a solid foundation, to be understood and fought with honesty and determination, like any other form of discrimination.

yours, Samantha.

The Book available here: http://www.edizioniclichy.it/index.php?file=scheda_libro&id_pubblicazione=103

imagine from : Anti Bullying Pro http://www.antibullyingpro.com/anti-bullying-research/

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il Bullismo …è anche Grassofobico.

Il modo con cui molti affrontano il Bullismo o Cyberbullismo grassofobico , dicendo “e fatevi una risata” denota la leggerezza con cui la presa in giro di grasso e Obesità sia affrontata. In molti ne parlano senza aver approfondito la tematica seriamente.

Questa ultima roccaforte della discriminazione, tanto solida quanto non riconosciuta come tale, produce danni irreparabili sulla salute mentale e fisica di chi la subisce . Addirittura è ritenuta tra le concause dei disturbi alimentari più diffusi: bulimia e anoressia.
Il lavoro di attivisti ben informati, di medici e educatori, si scontra con credenze popolari fomentate da disonestà scientifica e malcostume diffusi.
Fatichiamo a abbattere i pregiudizi perchè il principio di colpevolezza su chi ha grasso corporeo in eccesso o soffre di Obesità, sta alla base del grosso equivoco su cui tutti basano le proprie critiche (se sei grasso è colpa tua).

Il principio di colpevolezza sta alla base delle credenze popolari (spesso fomentate da fior di’autorità’) che legittimano il bullismo grassofobico così diffuso e universalmente accettato da perdere i connotati del bullismo e assumere la modalità di relazione normale, la Diet Culture ringrazia.
Una buona lettura in lingua italiana sull’argomento è il testo “P(r)eso di Mira” di Francesco Baggiani, per primo in Italia racconta, dati alla mano, come la discriminazione in base al peso (Discriminazione Ponderale) ha basi solide, va capita e combattuta con onestà e decisione, come qualsiasi altra forma di discriminazione.

Alla prossima, vostra Samantha Schloss

Per il testo di Baggiani:

http://www.edizioniclichy.it/index.php?file=scheda_libro&id_pubblicazione=103

immagine da : Anti Bullying Pro http://www.antibullyingpro.com/anti-bullying-research/

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The Drawn Body, be a model for painters is something different.

One of the most exciting things I do in my path as an artist and Bodypositive activist is to be a model for painters.
Stand naked and motionless for several hours with a group of people who observe, measure, draw your body. An activity with which I’m familiar for having an artistic education in art schools and schools of sculpture.

It helps to reinforce the perception of ourselves (of our self incarnate, body) and self-esteem.

The painter do not judge the body, he simply draw it, as it were an object. This is part of the Naked genre, draw human bodies as if they were structures or objects, without judgment, is also one of Cezanne’s teachings.


(Drawings by Daniel Espen, Alessandro Alghisi and Bruna Gelpi)
A painter told me yesterday “How beautiful you are, just beautiful!” And I smiled thinking “I know!” I’m not afraid to say that I feel beautiful. I see my naked body, the fat rolls that composes it, the skin sometimes pocked and I am calm, I do not feel ashamed even though I know that for many people, I should be ashamed. I’m fine in this body of mine.