Bodypositive and the Star System: an impossible love story feat. Madonna.


Even Madonna in the ranks of the Bodypositive revolution?

Her last appearance in Instagram, her body of sixty wearing just underpants and bra, the shock and criticism from her fanbase. From which we certainly do not expect a solid tradition of self-acceptance and body-acceptance, I assume.

I am not surprised by the fierce and merciless criticism that the Superstar get, I am surprised  by the attempts to attribute her recent move belonging to Bodypositive activism. This really made me skeptical.

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We can’t trust every star that came here, after decades of botox, gym, diets, cosmetic surgery and impants, a past as a testimonial of the perfectly fit body that try to tell us the story of self acceptance, c’mon people!

The Bodypositive  movement is not a marketing strategy, it is not a ‘turn a page’, it is a long path, complex, interior rather than outward, not tied to the star-system at all.

I doubt that the depth of her gesture that is attributed to it is such genuine, rather its the umpteenth marketing act for yet another Madonna’s style change.

As long as one talk about body kindness, it’s okay, as long as it also reaches the layers of the population less prepared on the subject of the body falsified by the media and the diet-fitness-cosmetic surgery culture, so much that target will certainly not be reached by thousands of motivated “uncool Bodypositive activists”.

It is with no pleasure that we welcome among our ranks people that for years have benefited from the diet-culture and the Beauty Mith, literally fomenting everything against which we now struggle.

It sound like accepting a slaughterhouse owner among the ranks of Vegan activism.

It is not a matter of repentance or second chance, it is that we can’t accept help from the architects of the disaster. Not with genuine enthusiasm.


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Madonna, nuova paladina Bodypositive?

Anche Madonna nelle schiere della rivoluzione Bodypositive? La sua apparizione recente in Instagram, il suo corpo di sessantenne in mutande e reggiseno, lo shock e le critiche della sua fanbase. Dalla quale di certo non ci si aspetta una solida tradizione in fatto di accettazione di sé e del corpo altrui, permettetemi.
Non mi stupiscono le feroci e impietose  critiche alla Divina star, quanto i tentativi di attribuirle un’appartenenza alla militanza Bodypositive.

È davvero una forzatura e di certo non possiamo fidarci di ogni Star che passa di qua, dopo secoli di botox, palestra, silicone e testimonial del corpo perfetto a tutti i costi, che ci tende la manina.

Il Bodypositive non è un’operazione di marketing, non è un voltare pagina, è un percorso lungo, complesso, interiore più che esteriore, per nulla legato allo star-system.
Dubito che la profondità del gesto che le viene attribuita sia tale, piuttosto la sua ennesima trovata di marketing per l’ennesimo cambio stile. Purché se ne parli, va bene, purché arrivi anche agli strati di popolazione meno preparati sul tema del corpo falsificato dai media, che tanto quel target non verrà di certo raggiunto da preparati e motivati “attivisti sfigati”.
Non è con piacere che accogliamo tra le nostre fila personaggi che per anni hanno beneficiato della diet culture e della mistica della bellezza, fomentando letteralmente tutto ciò contro cui noi ora lottiamo.
È come accettare tra le fila dell’attivismo Vegan un proprietario di un macello.

Non è questione di pentimento o seconda possibilità, è che proprio dagli artefici del disastro non possiamo accettare aiuto. Non con genuino entusiarmo.

Christmas big lunches and how to survive them.

A Bodypositive point of view.

Dinners, brunches, lunches, meetings dedicated to the abundance of high-calories foo and low in nutrients. For many is a joy, for the most is a nightmare. With the resulting propaganda from this Holyday period, from diets and questionable methods to ‘back tobeing happy and fit’, that in itself should make us understand that perverse mechanism we are in.
Consuming large amounts of unnecessary food, bingeing mixed with pleasure and overcome with guilty feelings, then ‘dieting’ to eliminate the effects of the above behaviour.
Do not you find the whole thing really funny?

A series of shocks to our metabolism, a series of mixed emotions for our soul. I talk about how I see and I live this holydays abundance of food, and how many influential Bodypositive authors see it.

Concern about food, and fear of being fat are rooted and taken for granted in our society, the fat-sick association is taken as indisputable axiom. And everything is overrated, and stirred to profit (the ‘diet industry’ business).
We should learn to consider food as fuel for the incarnate life, live the relationship with food naturally and eat for surviving, rather than attributing negative valence or just pleasure.
Often, especially in this period, we consider the food as our enemy, as a yardstick of our willpower, when we resist to food’s call (forgetting that hunger is physiological and not a sign of weakness) or element to take up inner sense of emptiness. Even we use to prove our moral superiority!
The post-binges fitness activity is seen as a duty, the right penance for having eaten too much, instead we should move to the joy of feeling your body and strength of it. The food itself does not oblige us to be ingested in quantities exceeding our capacity, there is no one that binds us to a chair to swallow delicious Pandoro (a tipical Italian Christmas sweet cake, rich in butter and I do love it!), but just ourselves.
We have to learn to feel the food for what it is and to understand that the negative value is our construct, the food is a source of life, it is not our enemy but our fuel to survive.

If you just can not live peacefully with the usual Christmas time binge eating, and I can understand your feelings, just think that certain foods that we fear are available only in this period. It sounds a comforts to us? Not to me, I love the Pandoro! But this does not mean that I have to eat half Pandoro a day or feel bad as a murderer, because I have eaten a slice.
I remind you that even the most wise doctors and experts on food, advise against getting at the Christmas dinners hungry because it is precisely when we are starving our body in alarm it causes us to eat more and fat stores in the body more than in normal way.

I wish you happy Christmas lunches, see ya all in January.

yours, Samantha Schloss

“We are obsessed in looking for ways to change our bodies, when we should channel our energy thinking about how to improve the world.”

Abbuffate Natalizie e come sopravvivere ad esse.

landscape-1448360693-criceto-mangia-biscotto-pranzo-cena-di-nataleUno spunto di riflessione Bodypositive.

Cene, merende, pranzi, ritrovi all’insegna dell’abbondanza di cibo ipercalorico e povero di nutrienti. Per molti una gioia, per i più un vero incubo. Con la martellante propaganda conseguente di diete e metodi discutibili per ‘tornare a essere felici e in forma’, già questo dovrebbe farci capire in che meccanismo perverso e indotto finiamo. Consumare ingenti quantità di cibo spesso superfluo, abbuffarsi con piacere mescolato e superato dal senso di colpa, poi ‘mettersi a dieta’ spesso in modo scriteriato, per eliminare gli effetti dell’azione di cui sopra.
Non lo trovate davvero buffo?

Una serie di scosse per il nostro metabolismo, una serie di emozioni contrastanti per la nostra anima. Vi parlo di come la vedo e vivo io e di come la vedono molte autorevoli autrici Bodypositive.

La preoccupazione riguardo al cibo e la paura di essere grassi sono radicate e date per scontate nella nostra società, l’associazione grasso-malato è assunta quale assioma indiscutibile. E tutto è eccessivamente ingigantito e fomentato ai fini di lucro.
Dovremmo imparare a considerare il cibo come carburante per la vita incarnata, viverlo con naturalezza e mangiare per sopravvivenza, anzichè attribuirgli valenza negativa o di piacere.
Spesso, soprattutto in questo periodo di convivialità, consideriamo il cibo quale nostro nemico, come metro di misura della nostra forza di volontà, quando gli resistiamo (dimenticando che la fame è fisiologica e non debolezza) o elemento per compensare i vuoti interiori. Addirittura lo usiamo per dimostrare la nostra superiorità morale!
L’attività fisica post abbuffate è vista come dovere, la giusta penitenza per aver mangiato troppo, invece dovremmo muoverci per la gioia di sentire il nostro corpo e forza di esso.

Il cibo non ci obbliga a essere ingerito in quantità superiori alla nostra capienza, non c’è nessuno che ci lega a una sedia a inghiottire deliziosi pandori, se non noi stessi.
Impariamo a vedere il cibo per quello che è e a comprendere come la valenza negativa attribuita ad esso è un nostro costrutto, il cibo è fonte di vita ma inanimato, non è nostro nemico bensí la nostra fonte primaria di sopravvivenza.

Se proprio non riusciamo a vivere serenamente le consuete abbuffate pensiamo che certi cibi temuti sono proposti solo in questo periodo. Ci consola? A me no, io adoro il Pandoro!

Ma questo non significa che ne mangio mezzo al giorno o mi sento brutta come una pluriomicida perchè ne ho mangiata una fetta minuscola.
Vi ricordo che anche gli addetti ai lavori più titolati sconsigliano di arrivare alle cene natalizie affamati perchè è proprio quando siamo affamati che il nostro corpo in allarme ci induce a abbuffarci di più e trasforma in depositi di grasso più che in condizioni normali.

Vi auguro serene abbuffate, ci sentiamo a Gennaio.

Vostra Samantha Schloss

“Ci ossessioniamo alla ricerca di modi per cambiare i nostri corpi, mentre dovremmo incanalare la nostra energia pensando a come migliorare il mondo.”